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Importante

Come già probabilmente noto ai più, comunico ufficialmente la terminazione dei miei impegni di docenza con l'Università degli studi di Udine per i corsi di "Fondamenti di Informatica" per ingegneria meccanica e "Fondamenti di informatica - 2° modulo" per ingegneria gestionale.

Ieri ho provveduto a consegnare il mio ultimo verbale alla segreteria didattica ed ho pertanto definitivamente portato a termine ogni mio impegno (tecnicamente il mio contratto è cessato il 30 settembre 2011).

Ho ricevuto poco fa l'inattesa ed a dir poco incredibile notizia che probabilmente (molto) la mia carriera di insegnamento all'università si conclude con questo anno accademico 2010/11.

Dal 29 gennaio 2011 è entrata infatti in vigore la legge 30 del dicembre 2010 n.240 ("riforma Gelmini") "Norme in materia di organizzazione delle universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario" che all'articolo 23 recita testualmente:

1. Le universita', anche sulla base di specifiche convenzioni con gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di cui all'articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, possono stipulare contratti della durata di un anno accademico e rinnovabili annualmente per un periodo massimo di cinque anni, a titolo gratuito o oneroso, per attivita' di insegnamento al fine di avvalersi della collaborazione di esperti di alta qualificazione in possesso di un significativo curriculum scientifico o professionale, che siano dipendenti da altre amministrazioni, enti o imprese, ovvero titolari di pensione, ovvero lavoratori autonomi in possesso di un reddito annuo non inferiore a 40.000 euro lordi. I predetti contratti sono stipulati dal rettore, su proposta dei competenti organi accademici. I contratti a titolo gratuito possono essere stipulati esclusivamente con soggetti in possesso di un reddito da lavoro autonomo o dipendente, fermi restando i requisiti richiesti. I contratti a titolo gratuito, ad eccezione di quelli stipulati nell'ambito di convenzioni con enti pubblici, non possono superare, nell'anno accademico, il 5 per cento dell'organico dei professori e ricercatori di ruolo in servizio presso l'ateneo.

A seguito di questa "strana" norma un libero professionista (ingegnere iscritto all'albo) non potrà tenere corsi all'università se non dimostri un reddito lordo superiore ai 40000€ annui. Questo implica che docenti come il sottoscritto che accettavano le già indegne condizioni economiche e lavorative di questi contratti pedestri proprio per "arrotondare" alla beneemeglio le proprie finanze, si vedranno estromessi dal poterlo continuare a fare! Pare evidente che i "docenti poveri" non possono essere dei "buoni docenti"!

Da pochi giorni è online l'ultimo mio lavoro: www.gliartigianidellegno.it .

Si tratta di un piccolo sito/vetrina per un'attività commerciale artigianale di lavorazione d'eccellenza del legno del distretto di Buja (UD).

Il sito è stato realizzato ovviamente con tecnologia CMS Drupal 6.x ed è frutto di diverse settimane di lavoro e di continue ottimizzazioni.

Epilogo: nel mese di gennaio ho ricevuto dal gruppo RCSDirect una sincera mail di ammissione dei propri errori e di scuse, unita ad una proposta di continuazione dell'opera a condizioni particolarmente vantaggiose rispetto a quelle standard (non ho purtroppo ed incomprensibilmente ricevuto l'autorizzazione a pubblicare il testo della mail o i dettagli dell'offerta). Dopo una breve riflessione ho deciso di accettare tale proposta e pochi giorni fa ho finalmente ricevuto tutti i dvd arretrati in un'unica soluzione e fra qualche mese dovrei ricevere anche tutti i rimanenti.
La conclusione e/o l'insegnamento che si può trarre da questa storia è che ad accettare passivamente ed in silenzio i torti ed i soprusi delle aziende con cui ogni giorno ci "scontriamo" c'è quasi sempre da perdere (il "quasi" purtroppo è inevitabile). In casi come questi infatti generalmente le cose non funzionano per il solo fatto che spesso le persone che lavorano nei call-center non capiscono o non vogliono cercare di risolvere davvero le problematiche degli utenti che si sono messi in comunicazione con loro, ma si limitano a rispondere con frasi preconfezionate e vaghe quanto inutili. Se ci fosse maggior senso di responsabilità e di rispetto per i clienti, problemi come questi potrebbero essere risolti in molto meno tempo e senza dover necessariamente arrivare a toni e modi da guerra fredda. Come ho scritto anche all'azienda stessa, a volte basta un'investimento anche minimo (una lettera preconfezionata di scuse da spedire a tutti gli utenti) per salvarsi la faccia e non solo... E' un po la solita storia: prevenire è meglio che curare!

Dopo tanti rimandi, finalmente il sito è online!

Per il momento i contenuti sono minimali, ma spero pian piano di riuscire a dedicarci un po di tempo e proseguire nello sviluppo e nella pubblicazione di alcuni argomenti a cui tengo particolarmente.

Ovviamente qualunque commento, suggerimento o semplicemente saluto è più che gradito

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