Ho ricevuto poco fa l'inattesa ed a dir poco incredibile notizia che probabilmente (molto) la mia carriera di insegnamento all'università si conclude con questo anno accademico 2010/11.
Dal 29 gennaio 2011 è entrata infatti in vigore la legge 30 del dicembre 2010 n.240 ("riforma Gelmini") "Norme in materia di organizzazione delle universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario" che all'articolo 23 recita testualmente:
1. Le universita', anche sulla base di specifiche convenzioni con gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca di cui all'articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, possono stipulare contratti della durata di un anno accademico e rinnovabili annualmente per un periodo massimo di cinque anni, a titolo gratuito o oneroso, per attivita' di insegnamento al fine di avvalersi della collaborazione di esperti di alta qualificazione in possesso di un significativo curriculum scientifico o professionale, che siano dipendenti da altre amministrazioni, enti o imprese, ovvero titolari di pensione, ovvero lavoratori autonomi in possesso di un reddito annuo non inferiore a 40.000 euro lordi. I predetti contratti sono stipulati dal rettore, su proposta dei competenti organi accademici. I contratti a titolo gratuito possono essere stipulati esclusivamente con soggetti in possesso di un reddito da lavoro autonomo o dipendente, fermi restando i requisiti richiesti. I contratti a titolo gratuito, ad eccezione di quelli stipulati nell'ambito di convenzioni con enti pubblici, non possono superare, nell'anno accademico, il 5 per cento dell'organico dei professori e ricercatori di ruolo in servizio presso l'ateneo.
A seguito di questa "strana" norma un libero professionista (ingegnere iscritto all'albo) non potrà tenere corsi all'università se non dimostri un reddito lordo superiore ai 40000€ annui. Questo implica che docenti come il sottoscritto che accettavano le già indegne condizioni economiche e lavorative di questi contratti pedestri proprio per "arrotondare" alla beneemeglio le proprie finanze, si vedranno estromessi dal poterlo continuare a fare! Pare evidente che i "docenti poveri" non possono essere dei "buoni docenti"!
E' forse bene che si sappia che le condizioni economiche cui i docenti a contratto (o a gettone) sottostanno sono molto probabilmente già al limite della dignità, considerato il ruolo non del tutto marginale che sono chiamati a ricoprire (nell'ambito della pura didattica penso non si possa dire che mediamente facciano meno o peggio dei corrispondenti docenti con cattedra e di ruolo).
Il contratto da me sottoscritto prevede ad esempio una retribuzione lorda di 50.00€/h legata però alle sole ore di insegnamento (che non devono essere meno di 50 e comunque non sono pagate in misura superiore alle 50). Questo significa che al netto di tasse, balzelli & co il corrispettivo è di meno di 30€ netti per un numero di ore di insegnamento pari a 50 (di meno non se ne possono fare, quelle in eccedenza non sono pagate).
Fino qui diciamo che non ci si dovrebbe neppure lamentare troppo. Il problema però è che oltre alle 50 ore di didattica frontale in aula, il docente è tenuto anche a gestire un numero di appelli pari ad almeno 6 lungo l'anno accademico cui il contratto si riferisce. Questo significa altri 6 impegni annuali, ciascuno dei quali direi per niente trascurabile! Vi cito il mio esempio: al 1° appello di quest'anno ho corretto qualcosa come un centinaio di compiti (durata media della correzione, 12 minuti), ho sostenuto qualcosa come una ottantina di esami orali (durata media 15 minuti). Il solo primo appello mi ha richiesto dunque un impegno di oltre 37 ore (a cui sommare tempo per la preparazione dello scritto, tempo per la varbalizzazione e gestione burocratica, tempo per i viaggi in macchina per sostenere 5 giorni consecutivi di esami orali, ...). Direi che il solo 1° appello mi è costato senza ombra di dubbio ben più di 45 ore. Al momento non ho motivo di pensare che il 2° appello mi richiederà un impegno inferiore (sulla scorta degli anni passati, 1° e 2° appello sono più o meno equivalenti). I due appelli della sessione estiva vedono invece un numero di iscritti decisamente più basso e con un po di fortuna posso stimare in appena 15/20 ore per appello l'impegno necessario. Viceversa i due appelli autunnali vedono di nuovo una buona affluenza e posso quindi stimare nuovamente un impegno pari ad almeno 30 ore per appello. Fatti quindi i conti, già la sola gestione dei 6 appelli obbligatori mi richiede 45+45+20+20+30+30=190 ore (stima perfino ottimistica direi). Ed è il caso di sottolineare: NON RETRIBUITE!
Ma non è ancora finita! L'impegno di un docente non si chiude ovviamente qui: occorre infatti mettere in conto le ore di preparazione delle lezioni e dei laboratori, le ore di ricevimento, le ore di assistenza a distanza (es. risposta alle innumerevoli mail), le ore per gli eventuali compitini di metà corso (quest'anno ho avuto la bellezza di 95 iscritti e quindi altrettanti compiti). Fatti gli opportuni conteggi, mi pare ragionevole stimare in un minimo di 100 ore questo ulteriore impegno, nuovamente ovviamente NON RETRIBUITO!
Possiamo quindi stilare un totale approssimativo delle ore che mediamente un bravo e dilgente docente dedica per gestire un solo anno di corso: 50 (lezioni frontali) + 190 (gestione 6 appelli) + 100 (impegni extra) = 340 ore, di cui solo le prima 50 regolarmente retribuite! Se proviamo perciò a spalmare la paga oraria reale sul numero di ore effettivamente utilizzate, il risultato è che siamo pagati grosso modo 4€/h netti. Non male per insegnare all'università!!!
Ed aggiungiamoci poi altri tre particolari che aiutano a mantenere un velo di tristezza e di dubbio sulle probabilità che tale regole possano in qualche modo aiutare a produrre un'offerta formativa di qualità:
- i docenti a contratto vengono retribuiti con un anno di ritardo, ovvero si può chiedere il pagamento del 100% del proprio lavoro solo un anno dopo (per i corsi settembre 2009/gennaio 2010 ho potuto chiedere il saldo delle prestazioni solo a settembre 2010)
- il contratto vincola per un periodo di 12 mesi e come tale impedisce ad esempio perfino la richiesta di eventuali sussidi di disoccuapazione durante tale periodo
- le clausole per l'ottenimento del pagamento per la prestazioni sono al limite della decenza (ad esempio il saldo è subordinato ad un numero minimo di studenti che devono sostenere l'esame... se un numero di studenti inferiore alla soglia sostiene l'esame entro il periodo didattico di riferimento, il docente non viene retribuito minimamente per il lavoro che pure ha regolarmente svolto!!!)
Eppure, non contenti di tutto ciò, anche quando immeritatamente il sistema universitario riesce a trovare alcuni "disperati" (come il sottoscritto) che pur di raccimolare qualche € (ed integrare ad esempio il magro reddito da docente precario) sottostanno a queste assurde condizioni, se li lasciano scappare via promulgando leggi che hanno davvero dell'incredibile!
I miei più vivi complimenti ai nostri legislatori! Gran bella trovata!
Sono proprio curioso di vedere la fila di persone che il prossimo anno parteciperà a questi bandi, con queste clausole e con il vincolo che il loro reddito dovrà superare i 40000€/annui. Mi auguro che tutte le persone che hanno la fortuna di superare questa cifra avranno infatti quella dignità personale e quella "non necessità" economica che suggerirà loro di stare ben lontani da questo mondo universitario malato ed ingrato.
Ed a pagare saranno ovviamente in prima battuta gli studenti che si vedranno depauperati da molti corsi e che continueranno a vedere un livello di didattica necessariamente sempre più basso. Non dimentichiamoci però che in seconda battuta a rimetterci sarà la nostra intera società poichè le menti che formiamo (o meglio che dovremmo formare) oggi sono quelle stesse menti che ci governeranno e ci gestiranno fra qualche anno (medici, ingegneri, scienziati, ...).
Scusate lo sfogo, ma a questo punto la decenza pare sia stata ampiamente superata e prima di essere estromesso d'ufficio dall'insegnamento universitario (si badi bene, assolutamente non per demerito, ma unicamente per eccessiva povertà) ci tenevo che la gente ed in particolare i miei studenti ed ex-studenti conoscessero lo stato delle cose. In questi ultimi 3 anni dedicati con passione e maniacale dedizione all'università (5 corsi tenuti, migliaia di ore di impegno) ho ricevuto tantissime delusioni ma per fortuna anche svariate soddisfazioni (non da meno le valutazioni decisamente positive degli studenti stessi, nonchè i molti loro attestati di stima e di ringraziamento). Un grazie quindi di cuore per questi tuttosommato piacevoli anni! Ora però è arrivato credo il momento di dire basta e di smettere di sopportare ulteriori umiliazioni dallo Stato... scusate il gioco di parole ma:
un paese che premia tutto tranne che il merito è un paese che per l'appunto... non mi merita!!!
Per i curiosi o chi dubita sul fatto che quanto sopra elencato e scritto possa corrispondere al vero, riporto solo alcuni tra i tanti post ed articoli che si possono trovare in rete su tali argomenti:
Comments
Un vecchio amico...
Caro Sandro,
ho poco tempo per navigare in Rete e leggo solo oggi questo tuo triste blog. Sono molto deluso dall'Università italiana e dai sistemi con cui i politici non solo esterni ma anche - e forse peggio - interni, sedicenti "virtuosi dell'Accademia", gestiscono le risorse e valorizzano le persone... Anche per questo due anni fa me ne sono andato con una forte amarezza, liberandomi del passato, mandando a farsi friggere quegli irraggiungibili obiettivi di ricerca internazionale che da squattrinato ricercatore dovevo perseguire invano e all'inverosimile trascurando giocoforza la didattica, ruolo principe dell'Università, saltando fuori a piè pari dal "bel posto fisso in una torre d'avorio", lasciando ai posteri (semmai ce ne fossero stati) libri, progetti di ricerca, lavori e tutto ciò che di mio comprai negli anni per quel laboratorio che a fatica costruimmo insieme, con te e con gli altri tesisti e dottorandi con cui camminai insieme verso il futuro. Ero dispiaciuto solo per un motivo: aver abbandonato gli studenti e i collaboratori più giovani e valenti. Dopo aver dedicato anima e cuore all'insegnamento e alla formazione di specialisti amanti della materia e del lavoro come te mi permetto di dire che, nonostante la tragica situazione dell'abbandono della didattica universitaria cui ti trovi obbligato ope legis, nutro grande soddisfazione per i bei risultati che negli anni ti ho visto inanellare e per la stima di cui godi presso gli studenti, che non sono numeri, hanno molto da insegnare anche ai professori ordinari in termini di umanità e responsabilità e lo dimostrano avendo capito la tua pregiata caratura.
Hai tutta la mia stima e il mio sostegno, ma prima di tutto la mia amicizia. Con l'augurio che la vita ti riservi altre e maggiori soddisfazioni nel lavoro e nell'insegnamento, ma soprattutto nella famiglia. Ad maiora, amico mio!
D.
E' molto triste leggere
E' molto triste leggere queste cose, anche per noi che al mondo del lavoro di dobbiamo ancora affacciare; se addirittura per Lei, docente con un curriculum di tutto rispetto e di comprovata bravura (ho seguito le sue lezioni per due anni) figuriamoci per noi studenti magari neanche troppo "brillanti" che opportunità ci saranno!
Il suo sfogo ha tutta la mia umile comprensione anche se purtroppo ho paura sia un urlo di rabbia che cadrà nel vuoto data la sordità non solo dei nostri governanti ma della nostra società in generale.
Comunque vada a finire, grazie di tutto Prof.
Solidarietà
Le sono vicino, sia per lo spirito di docente "nonostante tutto", sia perché mi è appena stato comunicato che avrei vinto una docenza, ma con le nuove norme risulto "troppo povero", toccando a stento i 30k annui, per potermi presentare di fronte ad un'aula.
E sì che, almeno nel mio campo (web marketing), conosco ben pochi che possano prendere di più, men che meno persone pronte e aggiornate come dovrebbe essere in particolare per queste materie di frontiera.
Ancora più amaro è stato constatare che non mi sarebbe stato possibile confrontarmi con un'aula nemmeno se mi fossi offerto di andare a prestar servizio, accollandomi i costi di trasferte extraregionali oltre a tutto il carico di lavoro, a titolo completamente gratuito.
Avrei poi molto altro da aggiungere sulla qualità dei ministri che han deciso questo e su quali siano i loro meriti, ma temo scadrei troppo facilmente nel turpiloquio e me ne astengo per rispetto a questa pagina e alla sua professionalità.
Ancora solidarietà per le difficoltà che ha riscontrato.
La ringrazio per il commento
La ringrazio per il commento e la solidarietà. Purtroppo lo sappiamo entrambi che in Italia il merito e le capacità non sono merce pregiata. Speriamo che in un fututro non troppo lontano qualcosa però possa cambiare (e per una volta tanto "in meglio"!).
Tanti auguri per il suo lavoro e per il futuro,
Sandro
assurdo
è veramente assurdo.
non ho parole per commentare questa "legge"...
sappia comunque che ha tutta la mia stima di studente.
Ringrazio per la comprensione
Salve,
approfitto di questo stesso thread per ringraziare pubblicamente tutti quelli che mi hanno lasciato messaggi di vicinanza e comprensione qui sul mio sito o attraverso le decine di mail o anche espressamente di persona. Vi ringrazio perchè in questo strano paese in cui le soddisfazioni sono merce sempre più rara, ho constato che le cose migliori arrivano sempre da dove meno te l'aspetti! Non vi nego infatti che mi ha fatto molto piacere leggere attestati di stima e solidarietà da miei studenti ed ex-studenti (quasi sempre in forma anonima e come tali incondizionati per definizione). A voi tutti un augurio di poter continuare la vostra carriera universitaria (e non) con la necessaria serenità e soprattutto con le meritate soddisfazioni!
Da par mio sto sempre più seriamente valutando l'idea di abbandonare del tutto la carriera d'insegnamento, anche se è essenzialmente la mia prima passione da circa 15 anni a questa parte! Molto dipende da cosaltro sono in grado di tenere in serbo per noi i nostri amati, lungimiranti ed arguti legislatori.
Di nuovo grazie a tutti,
Sandro
Sentiti Ringraziamenti
Chiarissimo Professore,
sono uno studente di fondamenti di informatica del'universita di Udine, volevo dirle che sono profondamente dispiaciuto che l'università e sopratutto la giovane societa del domani non potrà più averla come docente. Tuttavia da parte mia e penso da parte di tu i mie colleghi, sia quelli attuali sia quelli che mi hanno preceduto, i più sentiti ringraziamenti per il tempo e la pazienza che ci avete dedicato.
Ancora grazie Prof.
che vergogna
Ha tutto il mio sostegno.
Che vergogna!
Dispiace davvero che a pagare sia sempre chi dimostra di più. Il suo sfogo è legittimo e nn si deve scusare per nessun motivo!! Ho avuto modo in questo semestre di apprezzare quanto impegno lei metta in quello che fa e il corso che lei ha tenuto è stato veramente interessante. La ringrazio ancora e le auguro di trovare presto una nuova occupazione che la ripaghi(economicamente,ma non solo) per tutti gli sforzi che lei ha fatto in questi ultimi anni. Grazie ancora e in bocca al lupo x il futuro!
Lei è il n°1
Ci fossero professori come lei in politica, probabilmente non si arriverebbe a questi livelli!
Condivido
L'unica cosa da dire è CHE SCHIFO.
Viviamo in un paese governato da persone VERGOGNOSE.
Le siamo vicini
Prof, non possiamo fare altro che esserle vicini. E' già stato detto tutto: questa situazione ha un che di ridicolo/grottesco/scandaloso e chi più ne ha più ne metta. Spero solo che cose come queste, toccando concretamente gli studenti, aiutino a dare un maggior peso alle scelte da fare nel momento dell'elezione dei nostri "legislatori".
Incredibile
Siano arrivati al ridicolo, anzi lo abbiamo abbondantemente superato! qua si è arrivati al grottesco! non ho parole, l'unica cosa che le posso dire è che le sono vicino e che, per quanto poco possa contare, se dovesse servire sarò a disposizione per firmare petizioni o quant'altro, anche perchè purtroppo noi siamo solo studenti, la nostra parola non conta niente, anche se si parla del nostro mondo e del nostro futuro.
Se non lo leggi non ci credi
Non ci sono parole... Per dei giovani, leggere queste cose, è davvero demotivante. A che futuro possono mirare degli studenti che ogni giorno hanno la prova che anche le persone affermate si ritrovano a piedi? è una situazione assurda, ormai in Italia si sopravvive o se si è ricchi o se non si ha nulla quindi ti viene offerto tutto dallo stato. Invece di incoraggiare le persone che si fanno in 4 e, oltre al loro benessere personale aiutano anche l'economia, le si ostacola in tutti i modi. Questa notizia non può fare altro che lasciarmi senza parole. Ormai siamo davvero arrivati alla frutta. Ha tutto il mio sostegno. Più ci si guarda attorno più ci si rende conto che qualsiasi cosa si decida di fare, ci sarà sempre qualcuno pronto a demolire quello che si fa. Sono lezioni di vita che insegnano a non mollare ma davanti alla legge o si cambia paese o ci si piega. Ecco dove siamo arrivati.
Vivissimi Ringraziamenti
Sono uno studente del corso di fondamenti di informatica dell' Università di Udine, ci tenevo a dirle che sono profondamente dispiaciuto di quanto sta accadendo. Tuttavia volevo ringraziarla per tutto ciò che ha fatto per noi( penso che questo ringraziamento nei suoi confronti sia sentito da tutti i suoi studenti sia quelli attuali sia quelli che mi hanno preceduto), e anche se l'anno prossimo non ci sarà più, lei rimarà in eterno nei nostri ricordi universitari.
Ancora grazie PROF.
Libero professionista
Sono un giovane lavoratore autonomo fuori parametro (reddito inferiore alla soglia), con un contratto di docenza universitaria "di alta professionalità"
La mia condizione è ben peggiore della tua!
Il mio contratto è sempre stato a "titolo gratuito", ho sempre avuto la speranza che questo contratto potesse aprirmi le porte a corsi universitari di aggiornamento, specializzazione e master.
Anni e anni di sacrifici e passione per la didattica spazzati via in un lampo.
Come vedi, al peggio sembra non esserci limite!
Mi chiedo solo se qualcuno si renda conto che spazzare via un'intera generazione di corpo docenti, quel corpo che veramente ha tenuto in piedi la baracca negli ultimi anni, sia il preludio alla catastrofe....